venerdì 29 novembre 2019

#Learning Designer

Si conclude oggi la nostra attività di formazione.
questo è il link del progetto di gruppo svolto in Learnig Designer dal titolo "In viaggio tra le tradizioni"

https://v.gd/3YqQWm


Il gruppo di lavoro è costitutito da: Sara Pitocchelli, Giuseppe De Simone e Margherita Mezzacapo

giovedì 28 novembre 2019

#Responsabilità



#Intelligenza prevalente VS intelligenza in minoranza


 
Qual è la mia intelligenza prevalente? Quale posseggo in minore percentuale?


Qual è la mia intelligenza prevalente? È un po’ curioso ritrovarsi a valutare sé stessi, o forse più che valutare descrivere. Strano perché potrebbe sembrare un elogio alla propria personalità, un vanto di quelle che possono essere delle doti personali. No, nulla di tutto ciò può trasparire in un esercizio riflessivo come questo.
Prima ancora di valutare me stessa, valuto il mio operato, come insegnante ho sempre condiviso la teoria delle intelligenze multiple di Gardner. Da alunna, prima ancora di essere insegnante ho avuto le mie preferenze, le mie predisposizioni, le mie passioni.

Di sicuro è sempre stato presente in me il binomio “intelligenza linguistica” e  “intelligenza interpersonale”. Certo non sono il miglior oratore, ma mi è sempre piaciuto parlare, leggere, scrivere in contesti diversi. Non ho mai parlato però in modo unidirezionale, ascolto chi mi sta di fronte e cerco sempre di comprenderne i desideri, le esigenze, le difficoltà.

Cosa non mi appartiene? L’intelligenza Logico-matematica e quella corporeo-cinestesica…ad una corsa in riva al mare, preferisco leggere un libro sul bagnasciuga…ma un libro di poesie non di numeri e formule!

Una buona testa e un buon cuore sono sempre una combinazione formidabile.
Ma quando ci aggiungi una lingua o una penna colta,
allora hai davvero qualcosa di speciale.
(Nelson Mandela)

#PBL e Didattica


lunedì 25 novembre 2019

#filosofia di vita


Mi presento con la poesia che preferisco: Lentamente muore di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana, nata nel 1961.

Il testo mi trasporta particolarmente perché mette energia, è un inno alla vita e all’azione!
Fa capire fino in fondo come vita significa non semplicemente respirare, ma “sentirsi vivo”, essere curiosi, creativi, avere desiderio di scoprire cose nuove attraverso il viaggio, lo studio, la creatività.
Essere in grado di mettersi costantemente alla prova e lasciarsi andare, con lo scopo di superare i propri limiti ed andare al di fuori della “zona confort”, spesso trappola dell’essere umano per l’alienante condizione di abitudine a schemi preconfezionati.

Lentamente muore



Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia di vestire un colore nuovo,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero al bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette
almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.


Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente,
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare.

Muore lentamente,
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore,
chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono
qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo
di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una splendida felicità.

Martha Medeiros