Qual è la mia intelligenza prevalente? Quale posseggo in minore percentuale?
Qual è la mia intelligenza prevalente? È un po’ curioso
ritrovarsi a valutare sé stessi, o forse più che valutare descrivere. Strano perché
potrebbe sembrare un elogio alla propria personalità, un vanto di quelle che
possono essere delle doti personali. No, nulla di tutto ciò può trasparire in
un esercizio riflessivo come questo.
Prima ancora di valutare me stessa, valuto il mio operato, come insegnante ho
sempre condiviso la teoria delle intelligenze multiple di Gardner. Da alunna,
prima ancora di essere insegnante ho avuto le mie preferenze, le mie
predisposizioni, le mie passioni.
Di sicuro è sempre stato presente in me il binomio “intelligenza
linguistica” e “intelligenza
interpersonale”. Certo non sono il miglior oratore, ma mi è sempre piaciuto
parlare, leggere, scrivere in contesti diversi. Non ho mai parlato però in modo
unidirezionale, ascolto chi mi sta di fronte e cerco sempre di comprenderne i
desideri, le esigenze, le difficoltà.
Cosa non mi appartiene? L’intelligenza Logico-matematica e
quella corporeo-cinestesica…ad una corsa in riva al mare, preferisco leggere un
libro sul bagnasciuga…ma un libro di poesie non di numeri e formule!
Una buona testa e un buon cuore sono sempre una combinazione
formidabile.
Ma quando ci aggiungi una lingua o una penna colta,
allora hai davvero qualcosa di speciale.
(Nelson Mandela)